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    BREXIT? A CHE PUNTO SIAMO?

    lunedì 17 settembre 2018

     BREXIT,  una parola che da qualche anno si sente spessissimo, una parola che fa tremare tanti, una parola che potrebbe cambiare il futuro di moltissime persone.

    MA COS'E'? CHE SIGNIFICA BREXIT? 
    La Brexit equivale all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, cosi come viene riferito dal referendum che si è svolto lo scorso 23 Giugno 2016. Tale fatto portò varie conseguenze tra cui le dimissioni del ex premier Cameron che, dopo l'iniziale parere favorevole, ha tentato fino all'ultimo di convincere gli elettori a votare per il REMAIN. La vittoria del LEAVE con il 51,9% cambia del tutto questa situazione, con le popolazioni di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord che sono da considerare, in uscita  dall'UE, extra-comunitari e con il nuovo Governo inglese che dovrà affrontare i malumori delle altre nazioni del Regno, Scozia su tutte, che già ha rilanciato per indipendenza e rientro in Europa.

    A CHE PUNTO SIAMO? 
    Purtroppo nessun accordo è ancora stato raggiunto e potrebbe slittare ancora. Il Regno Unito e l’Unione europea hanno affermato in pubblico di voler raggiungere un compromesso nell’arco di qualche settimana, ma le perplessità espresse sulla tempistica necessaria al raggiungimento di un accordo sulla Brexit hanno nuovamente frenato l’andamento della sterlina inglese.

    ACCORDO BREXIT RIMANDATO?  
    Secondo alcune fonti a conoscenza della materia (che hanno preferito parlare in condizioni di anonimato data la delicatezza della questione), l’accordo sulla Brexit slitterà da ottobre a novembre. 

    Nulla di grave se non fosse che dietro tutto questo si nascondono elementi di fondamentale importanza, tra cui le enormi difficoltà riscontrate nel tracciare una via comune tra le due parti. Le discussioni ormai si stanno avvicinando al termine finale del 29 marzo 2019 il che, secondo alcuni, potrebbe incrementare il rischio di una Brexit senza accordo.

    Già a giugno i due blocchi hanno fallito nel tentativo di trovare un compromesso, puntando tutti gli occhi del mercato, e soprattutto quelli della sterlina inglese, sul summit Ue del 18 ottobre, una data entro la quale si spera di trovare il fatidico accordo sulla Brexit.

    Se anche quel meeting si rivelerà fallimentare Regno Unito e Unione europea potrebbero anche scegliere di lasciar cadere le discussioni e di salutarsi senza alcun compromesso scritto. Tra gli argomenti di discussione più accesi ricordiamo sicuramente quello relativo al confine con l’Irlanda del Nord e con la Repubblica d’Irlanda.

    Come accennato in precedenza, le indiscrezioni sul possibile rinvio dei negoziati sulla Brexit hanno affossato l’andamento della sterlina inglese che è tornata a perdere ampio terreno contro il dollaro statunitense. Al tonfo di GBPUSD ha contribuito però anche il recupero del biglietto verde, frenato in precedenza da una maggiore propensione al rischio da parte degli investitori.

    Al momento della scrittura, in attesa di nuove indicazioni sulla Brexit, il cambio tra sterlina inglese e dollaro sta scendendo dello 0,16% su quota 1,285, mentre l’EURGBP sta viaggiando poco sopra quota 0,90.

     

    Ad ogni modo nonostante la Brexit i cittadini europei potranno comunque continuare ad entrare nel Regno Unito grazie all accordo raggiunto con la Comunita Europea. Tutti quelli che entreranno regolarmente nel Regno Unito prima del 29 Marzo 2019 e manterranno 5 anni di residenza in maniera continua e legale potranno fare domanda per rimanere in modo permanente ottenendo il SETTLED STATUS, ovvero richiedere la cittadinanza britannica. Chi invece entrerà prima del 29 marzo ma non avra maturato 5 anni di residenza britannica potra richiedere sempre il settled status quando raggiungera la permanenza di 5 anni.

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